Pasta e fagioli alla veneta:uno dei must dei nostri menù per la pensione completa a Jesolo

La nostra cucina veneta è una cucina tradizionale, fatta di ingredienti poveri, semplici, ma decisamente genuini. Noi dell’Hotel Torino, in qualità di  hotel in pensione completa a Jesolo, scegliamo sempre molto attentamente i piatti da inserire nel nostro menù. Menù che viene variato annualmente eliminando piatti che non sono stati molto gettonati dalle scelte dei nostri clienti sostituendoli con novità.
Uno dei piatti che comunque resta fisso fin dalla nostra apertura è la pasta e fasioi, ciè la pasta e fagioli alla veneta, la zuppa di fagioli della nostra tradizione. La pasta e fasioi è così gettonata che spesso siamo costretti ad inserirla più volte fra le scelte del menù.Per la pasta e fagioli classica servono: 
Fagioli borlotti o fagioli di Lamon (paesino del bellunese che è rinomato per la produzione di fagioli molto saporiti)
Sedano, carota, cipolla, rosmarino, porro bianco (suggerisce il nostro chef per un gusto extra)e uno spicchio d’aglio per il trito
Pasta tipo maltagliati o ditalini
Pancetta sgrassata e lardo di maiale
Parmigiano grattugiato
Brodo vegetale
Sale e Pepe q.b
Preparazione: 

Mettere i fagioli in acqua fredda per una notte
Fare un trito di sedano,carota,cipolla, porro , aglio e aghi di rosmarino e rosolare il tutto con olio  unendo la pancetta sgrassata e pochissimo lardo pestato. Una volta scolati i fagioli debbono essere uniti al soffritto per pochi minuti per farli insaporire
Se volete rendere la pasta e fagioli ancor più cremosa, aggiungete qualche patata tagliata a pezzettini piccolissimi, e versate il tutto in brodo vegetale salato e pepato q.b  con qualche foglia di alloro portando ad ebollizione e cuocendo per due ore a recipiente coperto. Verso fine cottura versare la pasta in base ai suoi tempi di cottura
Per rendere il tutto più cremoso, prelevate a fine cottura una parte dei fagioli e passateli al passaverdure per poi riversarli nella zuppa
Da servire con un filo di olio e parmigiano

Difficile risalire alle origini della pasta e fagioli e molte regioni italiane si accampano il merito. Per certo in Italia questo piatto non ha origini antecedenti al 1530, anno di importazione del fagiolo dall’America e da lì molte regioni ne hanno fatto un piatto must della loro tradizione, soprattutto Veneto e Toscana. La pasta e fagioli è diventata il piatto dei contadini e dei braccianti che avevavo a disposizione ciò che coltivavano e in Veneto la si preparava in autunno, tempo in cui si ammazzava il maiale di cui si usavano le cotiche per insaporire il piatto.
In realtà la pasta e fagioli sembrerebbe essere nata già nell’antica Roma . I fagioli usati però non erano gli stessi che dopo l’importazione dall’America, infatti i legionari dell’antica Roma mangiavano tutti i giorni nei loro accampamenti  una scodella di cereali o una zuppa di ‘simil’ fagioli per l’apporto proteico e pure nelle locande dell’antica Roma c’era questa consuetudine .
Un piatto ricco, semplice ma che possiamo definire, per la vastità della sua diffusione, il piatto nazionale italiano!

Hotel 3 stelle in pensione completa: ricetta del baccalà alla vicentina

Da hotel 3 stelle a Jesolo in pensione completa, ogni anno, ci troviamo a dover decidere i menù per la stagione estiva. Ogni anno partiamo dalla base dei menù della stagione precedente , vediamo cosa è stato meno gradito per evenutlamente variare . Ogni anno ci troviamo a pensare al baccalà, ma a non inserirlo nella scelta in quanto, se fatto bene, richiede una lavorazione molto lunga.Per farci perdonare, abbiamo pensato di regalarVi la ricetta secondo la più vera tradizione veneta, e per la precisione vicentina, in quanto, il vero baccalà è alla vicentina !
Il baccalà , essendo un pesce stopposo e legnoso, va messo a bagno in acqua fredda  per tre o quattro  giorni e l’acqua va cambiata almeno due volte al giorno, ma in realtà il giusto sarebbe ogni circa 4 ore. Se si compra già bagnato, si rischia che il tutto sia stato fatto in modo grossolano, andando a compromettere la riuscita del piatto. Resta comunque il re della cucina vicentina, che, con una maestrìa unica, ha saputo dargli una dignità di gusto forte ed unico . E per sapere la vera ricetta, ho chiesto alla mamma vicentina di una mia amica, perché i vicentini vecchio stampo ancora mantengono nel cuore ed osservano le regole della loro ricetta tradizionale
Ingredienti per 12 persone

Kg 1 di stoccafisso secco
300 gr di cipolle dorate
12 litro olio extra vergine d’oliva
Burro circa 100 gr
12 lt latte fresco, meglio se intero
Un po’ di farina bianca
3 5 filetti acciughe sotto sale tritate
Prezzemolo tritato
1 spicchio d’aglio
80100 gr formaggio grana grattugiato
1 bicchiere abbondante di vino ianco
Sale e pepe q.b

Preparazione

Dopo il lungo ‘bagno’ il pesce va tagliato per lungo , si tolgono lisca e spine e tagliato poi a pezzetti, quei pezzetti che vanno infarinati.
Scaldate  un tegame con un po’ di olio e burro, lo spicchio d’aglio, affettate le cipolle e fatele  rosolare aggiungendo anche il vino bianco , aggiungete le sarde spezzettate e il prezzemolo
Prendete una pirofila, mettete nel fondo un po’ di soffritto, e versate i pezzi di baccalà infarinati , copriteli con tutto il soffritto che avanza, con il formaggio grattugiato e il latte e cospargi di sale e pepe a discrezione.
La cottura richiede 4 ore a fuoco lento, senza mai mescolare il composto, ma ruotando dolcemente la pirofila. Se si aumenta l’intensità del fuoco i tempi di cottura si dimezzano, ma il tutto va a discapito del gusto più vero del baccalà che deve la sua morbidezza e il riuscire ad amalgamare gusti così forti proprio grazie a questa cottura che i vicentini chiamano ‘pipare’

Ma sapete come lo stoccafisso o merluzzo essicato e salato è giunto a noi? Si deve sempre risalire ai tempi della Repubblica Serenissima quando nel 1431 il mercante Piero Querini andò per mare per traffici e in cerca di fortuna. Arrivò a Creta per comperare spezie, legni e cotone per poi dirigersi verso le Fiandre e vendere il tutto. Il mare gli diede contro e la nave di Pietro fece naufragio. Dopo giorni su un’isoletta deserta, i naufraghi furono aiutati da abitanti di un’isola vicina che li nutrirono con Stockfis, il merluzzo essicato sotto sale. Stockfis genera il nome stoccafisso, o alla veneziana baccalà , che è il merluzzo sotto sale. Pietro e i suoi uomini ritornarono a Venezia portando il loro ‘salvatore’ : lo stoccafisso!
Bella la storia, bello capire come certi cibi che oggi sono comuni  e presi per scontati sulle nostre tavole, in realtà  sono arrivati a noi grazie a peripezie di grandi uomini coraggiosi.
Buon appetito a tutti!

Le frittelle dell’ Hotel Torino, hotel in pensione completa a Jesolo

Siamo in odore di Carnevale, anzi, siamo in profumo di Carnevale e per noi dell’Hotel Torino che offriamo la pensione completa a Jesolo, fondamentale è condividere alcune delle ricette dei dolci carnevaleschi, secondo i consigli del nostro Chef Gigi.
Il Veneto, e più di tutti Venezia, è una delle Patrie del Carnevale , ed è anche una delle Terre che più sforna dolci a Carnevale, perché fra una maschera e l’altra, fra una bauta e l’altra, fra un carro allegorico e l’altro, ben ci sta una sosta in una pasticceria per un the caldo, un vin brulè e una frittella.
Noi vogliamo onorare la frittella veneziana classica, perché oggi oramai le frittelle si trovano anche e soprattutto  ripiene con crema, cioccolato, nutella vera e propria, zabajone, ma l’origine è la frittella veneziana, quella con uvetta e spesso anche con pinoli. ‘Ea friotoea’ , cioè la frittella come viene chiamata in veneziano è il dolce indiscusso del Carnevale, e il dolce sovrano della repubblica Serenissima, preparate in starda dai ‘fritoleri’ in baracchini di legno, così amati ed importanti che arrivano a unirsi in corporazione o associazione.
Le origini della frittella risalgono persino al Trecento, anche se si trova pure una ricetta rinascimentale. Pensate che le pasticcerie più serie, a Venezia , ma pure a Jesolo o in terraferma in generale, preparano le frittelle solo ed esclusivamente a Carnevale !
Abbiamo chiesto al nostro Chef la ricetta e, anche se l’albergo è chiuso, di portarcene un pochine fatte da lui ed ecco qui la Sua ricetta:
Ingredienti per circa 25 frittelle grandi

1 uovo intero non freddo
160 grammi di uvetta e pinoli
50 grammi di zucchero
 40 grammi di burro a temperatura ambiente, ma morbido
17 grammi di lievito di birra
 la buccia di un limone
se volete aggiungere all’impasto un goccio di grappa o rum, osate pure, per dare quel sapore extra, quel tocco in più

Preparazione

-Intiepidite e stemperate il lievito in alcuni cucchiai di latte tiepido  e versatelo nel  resto del latte e preparate il burro a pezzetti.
Impastate bene farina,uova e buccia di limone grattugiata e create una piramide con buco centrale dove andrete a versare   il lievito , il latte, l’uovo e il burro spezzettato , la grappa o rum se volete  e impastate fino ad ottenere un impasto omogeneo
Unite uvetta e pinoli e impastate ancora per un pochino fino a dare omogeneità al tutto. Notate bene che l’impasto, suggerisce il nostro Chef, deve esserer un pochino ‘colloso’
Versate in una terrina , copritela con pellicola trasparente e mettete il tutto in forno spento per un’oretta anche scarsa con luce accesa per creare una specie di tepore, che non sia caldo
Ed ora è arrivato il momento di friggere:noi in hotel usiamo il pallottolliere dei gelati per creare palline di dimensioni precise, ma nulla Vi vieta di usare le mani. Versate le palline d’impasto nell’olio a 160170° e friggetele, estraendole solo quando sono  abbastanza scure e belle tonde
Una volta fritte, posatele su carta  assorbente e fatele rotolare gioconde sullo zucchero semolato. Alcuni usano lo zucchero a velo , ma a noi piace la ricetta più antica che vuole lo zucchero semolato

Un dolce, una tradizione, una storia antica di ‘fritoleri’ che con il loro gembiule bianco e il vasetto bucherellato per gettare lo zucchero sulle frittelle, ci porta indietro nel tempo, nel tempo della Serenissima che di tutto faceva per cercare il piacere oltre che il potere, e cosa di più piacevole di una ‘fritoea’?  Solo due ‘fritoe’!
 

Hotel in pensione completa a Jesolo e Collaborazione con la Blogger Chiara di ‘LaCuoca in Giallo’

Quest’anno ,  in un inverno di grande fervore e di novità, di un blog aperto e mantenuto vivo con consigli, idee, suggerimenti, mi è venuto il desiderio di spaziare fra i blog di cucina per avere nuove idee, nuovi piatti da inserire nel nostro menù.Ebbene sì, l’Hotel Torino è un hotel che offre una gran degna colazione a buffet, ma che punta molto anche sulla pensione completa e sulla mezza pensione, questo perché, la nostra vicinanza alla spiaggia privata che dista 30 metri, rende alquanto comodo agli ospiti farsi due passi e ritornare in albergo per il pranzo o cena o per entrambi. Si tratta anche di una scelta che permette ai nostri Ospiti un forte risparmio.Hotel Torino significa hotel per famiglie con bimbi , significa hotel economico e, seguendo quest’onda, la nostra pensione completa diventa alquanto vantaggiosa rispetto alla notte e colazione, soprattutto se si considerano i prezzi non decisamente economici che vengono applicati dai localichioschi direttamente in spiaggia. Il confort, la comodità si pagano, è giusto, ma questi 30 metri che separano gli ombrelloni dalla nostra sala da pranzo sono proprio così invalicabili? Decisamente no. E la maggior parte dei nostri Ospiti scelgono infatti di pranzare e cenare in hotel.
Ed ecco perché la nostra clientela sceglie spesso di prenotare in pensione completa o mezza pensione, e spesso, me ne rendo conto, i giovani stessi . Ed è per questo, per mantenere la nostra clientela, per mantenere il brand di hotel economico, che tanta importanza diamo al menù e alle variazioni da apportare alle scelte che proponiamo ogni giorno. La nostra cucina è sempre molto varia, proponiamo menù a scelta con almeno 4 primi e 4 secondi, sempre con zuppe, paste, torte salate, carne, pesce, uova, piatti freddi. Ma la caratteristica essenziale della nostra cucina è che è come la cucina di casa. Cerchiamo piatti nuovi, novità, ma sempre sull’onda di una cucina per tutti, di una cucina di classici sapori italiani un po’ rivisitati.
Quest’anno, ascoltando Radio Deejay, ho sentito di un signore trevigiano che parlava della moglie che seguiva la casa , i 3 figli e un blog di cucina e, la curiosità mi ha spinto a cercare questa blogger così vicina. Il mondo dei blogger mi ha sempre incuriosita, li stimo enormemente, e le mamme blogger mi entusiasmano. Le reputo donne creative, che hanno saputo volare fuori dalle mura di casa, pur spesso vivendo e lavorando in casa o dedicando molto tempo alla famiglia.
Ho scelto di collaborare con Chiara , il cui blog s’intitola La Cuoca in Giallo, senza sapere esattamente il perché , guidata da un istinto, da un colpo alla testa quando ho sentito l’intervento del marito Randy alla radio. Ciò mi ha permesso di conoscerla, e di ‘’toccarla con mano’’, perché va bene essere tecnologici, ma è anche bello che dal web si possa passare alla realtà , perché noi viviamo nella realtà.Chiara ha chiamato il Suo blog la Cuoca in giallo perché ama i gialli e, alcune sue ricette parafrasano i titoli di libri gialli
Spulciando e scorrendo le pagine e le ricette, per quest’anno, per questa prossima estate 2016 ne ho focalizzate alcune, ma ciò non toglie che , tenendomi aggiornata e leggendo il Suo blog non acquisirò qualche altra idea per variare, per cercare nuovi gusti, ma che siano sempre gusti di Casa, gusti di una cucina semplice e genuina, così come è la cucina dell’Hotel Torino e così come sono le ricette di Chiara, proprio perché sono le ricette che crea, sviluppa ed elabora per la sua famiglia prima che per il web.
IL nostro ricco buffet di antipasti e verdure cotte e crude, l’estate 2016 si arricchirà di due ricette di Chiara,farò inserire nel buffet i peperoni con la mollica http://blog.giallozafferano.it/lacuocaingiallo/peperoni-con-la-mollica/Vi chiederete il perché, ma la risposta è molto semplice : sapete quanto pane ogni sera avanziamo? Fra ristorante e ristorante di albergo avanziamo ogni giorno pane che di certo non possiamo dare vecchio ai nostri Clienti il giorno dopo. Ed allora, cosa c’è di meglio se non accettare idee per l’utilizzo del pane raffermo?I peperoni al forno , saranno resi più appetitosi , da un trito di pane raffermo, parmigiano o pecorino , capperi e origano.
Anche l’insalata di verdura e frutta apparirà nel nostro ricco buffet di insalate e verdure con carote, cetrioli, mele, pesche , fete graeca e frutta secca condite con una emulsione di succo di limone, miele, olio, sale e pepe. Un’insalata che di certo colpirà per l’accostamento di verdura e frutta, ma che regalerà accostamenti nuovi .http://blog.giallozafferano.it/lacuocaingiallo/insalata-di-verdura-e-fru…
E per variare la serie di frittate proposte dal nostro Chef di solito molto apprezzate nella stagione estiva, Chiara mi ha suggerito la frittata con fagiolini e crema di ricotta. Ingredienti che già usiamo tutti nel nostro menù, ma non li abbiamo mai uniti in una gustosa frittata. I fagiolini cotti, tagliati si mischiano con la ricotta e le uova per dare un sapore nuovo e più ricco alla frittata. E quel tocco in più che Chiara suggerisce nel composto è un pochino di menta . La ricetta di questa gustosissima frittata la trovate al link :http://blog.giallozafferano.it/lacuocaingiallo/frittata-fagiolini-e-crem….Le omelette, le frittate sono molto amate dai nostri Clienti, un’alternativa valida alla carne e al pesce che comunque sono sempre presenti nel nostro menù. Questa ricetta è perfetta , perché non serve aggiungere merce nel nostro magazzino, e perché ci pare decisamente salutare ed in linea con la cucina dello Chef Gigi.
Il sabato di solito, giorno di cambio, di nuovi arrivi e tante partenze, il nostro menù a pranzo, fra le varie scelte propone spesso l’insalata di riso, ma l’estate 2016, la classica insalata di riso sarà un pochino diversa, rivisitata da Chiara e ben accolta da noi, vedremo se anche i nostri Clienti la apprezzeranno!Il Riso freddo con provolone e mortadella di cui trovate la ricetta al link : http://blog.giallozafferano.it/lacuocaingiallo/riso-freddo-provolone-e-m… rivisita la classica insalata di riso con un condimento con dadini di formaggio saporito, il provolone, pomodorini sotto’olio e cubetti di mortadella, evitando sottaceti o preparati strani. Tutto più naturale e più casereccio, direi.Così, nel nostro menù ci sarà la new entry del formaggio provolone piccante
E, fra le focacce o torte salate che sono sempre molto amate, perché piacciono a tutti, sia grandi che piccini, stiamo pensando di inserire la focaccia con il ripieno di patate, pesto e stracchino ,http://blog.giallozafferano.it/lacuocaingiallo/focaccia-patate-pesto-e-s… . Per chi non vuole la pesta al pesto semplice che già appare nel nostro menù, ripresentiamo in questo modo il pesto addolcito e mischiato con altri sapori non aggressivi.Estate 2016 sarà l’inizio di questa nuova idea, di questa collaborazione e di questa apertura verso nuove idee che invaderanno la cucina e il menù dell’Hotel Torino, senza stravolgere però la nostra linea , la qualità e la genuinità. E Chiara , la nostra cuoca in giallo , è in perfetta linea con la nostra cucina di Casa.